COSTRUZIONE DEI PALINSESTI E MARKETING TELEVISIVO

Tesi di laurea della Dott.ssa Chiara El Rikabi - Votazione 110/110 + lode - Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM - Facoltà di Scienze della Comunicazione - Corso di laurea in Relazioni Pubbliche
VINCITRICE
del "Premio Mario Brugola" per TESI DI LAUREA SUI MODELLI ECONOMICI E
DI MARKETING PER LA TV COMMERCIALE istituito da Einstein Multimedia Group con la
partecipazione di RAI-Radio Televisione Italiana e MEDIASET S.p.a.
***
INDICE
Introduzione.........................................................................
1
I. BREVE ANALISI DELLA REALTA’ TELEVISIVA
1. Introduzione: il mondo televisivo................................................ 13
1.1. Dalla “Paleo – Tv” alla “Neo – Tv”..................................... 16
2. Origini storiche del settore televisivo in Italia: cenni..................... 21
2.1. La RAI.............................................................................. 23
2.2. Il gruppo Mediaset............................................................. 27
3. L’americanizzazione della televisione italiana............................... 30
3.1. Un’opinione: Carlo Freccero.............................................. 33
3.2. Un’opinione: Davide Rampello........................................... 34
4. La televisione ed il suo necessario legame con la pubblicità......... 35
4.1. Il meccanismo.................................................................... 37
4.2. Tipologie di pubblicità in televisione.................................... 39
4.3. Disposizioni sui contenuti.................................................... 42
4.4. Disposizioni sulle modalità di inserimento............................. 43
4.5. Disposizioni sugli affollamenti.............................................. 44
5. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
nel sistema televisivo.................................................................. 45
5.1. Gli interventi dell’Autorità per le Garanzie
nelle Comunicazioni................................................................... 50
II. LA GESTIONE E LE ATTIVITA’ DELLE AZIENDE TELEVISIVA
1. Le aziende televisive: evoluzione................................................. 57
2. Il contesto operativo delle aziende televisive................................ 62
3. Le dinamiche delle aziende televisive tradizionali.......................... 68
4. La filiera televisiva...................................................................... 72
5. Il prodotto televisivo................................................................... 74
6. La domanda di prodotti televisivi................................................ 76
7. La produzione di programmi....................................................... 80
7.1. La produzione di fiction...................................................... 82
7.2. Il mercato dei diritti televisivi................................................ 86
7.3. La produzione di programmi non-fiction.............................. 90
7.4. Efficienza ed efficacia della produzione................................. 98
7.5. Il mercato dei format........................................................ 102
8. La scelta strategica fra make e buy........................................... 105
9. La concorrenza televisiva.......................................................... 109
10. Breve analisi del profilo economico del Gruppo Mediaset.......... 115
10.1. Struttura ed attività del Gruppo Mediaset........................... 117
10.2. Gestione delle reti televisive e realizzazione
dei palinsesti............................................................................... 119
10.3. Produzione dei programmi televisivi.................................... 121
10.4. Acquisizione e gestione dei diritti televisivi.......................... 122
10.5. Risorse umane................................................................... 123
10.6. Possibile sviluppo della gestione......................................... 125
1. Introduzione: televisione e palinsesti........................................... 127
2. Dal palinsesto paleotelevisivo al palinsesto neotelevisivo............ 129
3. Il palinsesto rigido e l’effetto Dallas.......................................... 138
4. Evoluzione delle tecniche palinsestuali........................................ 142
5. Che cos’è il palinsesto?............................................................ 145
6. Teoria e pratica nella costruzione del palinsesto:
logica, forma e contenuto.......................................................... 149
7. La stesura del palinsesto........................................................... 156
8. I criteri della costruzione del palinsesto...................................... 162
8.1. Le strategie dell’appropriatezza fra genere e fascia
oraria e le regole del prime time............................................... 165
8.2. Le strategie per “non spezzare il pubblico”......................... 169
8.3. Le strategie della controprogrammazione............................ 172
9. Tecniche di programmazione nel sistema televisivo..................... 176
10. I segreti di un buon palinsesto e la necessità di rinnovarli........... 178
11. I modelli Rai e Mediaset a confronto........................................ 182
12. Un approfondimento: la scrittura dei palinsesti in Mediaset......... 185
IV.
IL MARKETING, LE STRATEGIE E LE RICERCHE
1. Introduzione: il patto comunicativo fra la Tv
e gli spettatori........................................................................... 207
2. Le tendenze emergenti nella Neotelevisione............................... 208
3. Il marketing della comunicazione............................................. 212
4. Televisione e marketing “dell’esperienza”................................. 214
5.
Il marketing
in Mediaset: il Marketing Palinsesto.....................
218
5.1. Il marketing dell’Area Prodotto....................................... 223
5.2. Il marketing dell’Area Palinsesto e Coordinamento.......... 228
5.3. Gli strumenti..................................................................... 233
6. La Direzione di Rete e il riposizionamento di Retequattro.......... 239
7. Le tendenze di rete................................................................... 249
8. Una ricerca di marketing:
l’Osservatorio sul sistema televisivo........................................... 255
8.1. Le macrotendenze del mercato televisivo........................... 257
8.2. Dieci anni di Osservatorio Tv tra bilanci e previsioni.......... 259
8.3. Le preferenze degli spettatori............................................ 263
9. Ricerca sugli spettatori italiani.................................................... 269
1. L’ascolto e le sue forme di rappresentazione............................. 283
2. La misurazione dell’audience: introduzione................................ 289
2.1. Strumenti: questionari, diari di consumo e meter................. 290
3. L’indagine Auditel: il sistema meter........................................... 293
3.1.
Il panel Auditel.................................................................
295
3.2. I dati Auditel:
le definizioni di base e gli indicatori principali.............................. 296
3.3. I materiali standard e le elaborazioni speciali...................... 299
4. Cosa si fa con l’Auditel: introduzione......................................... 301
4.1. Dietro le quinte di chi fa la Tv: il Direttore di Rete?
Come un analista in borsa......................................................... 302
4.2. Una mattina nell’ufficio del Direttore di Canale 5............... 305
4.3. L’importanza della verosimiglianza:
l’opinione di Mario Giordano, Direttore di Studio Aperto......... 307
4.4. L’Auditel aiuta a prendere la mira,
ma non ti dà la forza: l’opinione di Aldo Romersa,
Vicedirettore di Italia 1............................................................ 308
4.5. L’Auditel non fa la Tv, ma la misura:
l’opinione di Carlo Panzeri, Coordinamento Palinsesti Rti.......... 310
5. L’Auditel per la Tv pubblica..................................................... 312
6. Non solo Auditel: tattiche astute e analisi qualitative................... 315
6.1. L’ascolto per Davide Parenti............................................. 317
6.2. L’ascolto per Antonio Ricci............................................... 318
7. Dietro i dati Auditel.................................................................. 320
8. Il ruolo dell’Auditel per l’analisi dei personaggi.......................... 322
9. L’Auditel nel mercato pubblicitario............................................ 323
10. Misurare il gradimento: introduzione.......................................... 328
10.1. Il panel IQS della RAI.................................................... 330
INTRODUZIONE
Questa
tesi di laurea si propone come obiettivo l’analisi delle problematiche
palinsestuali e delle strategie del marketing televisivo, analizzando
nello specifico la realtà di Mediaset, la quale mi ha fornito un prezioso
supporto per l’elaborazione del lavoro.A ciò si aggiunge una forte
motivazione e passione che mi ha portato ad approfondire le mie conoscenze sul
funzionamento, sulle potenzialità e sulle tecniche che governano il complesso
ed articolato fenomeno televisivo. La mia intenzione è stata quella di proporre
una descrizione concreta dell’aspetto meno conosciuto e trattato di tutta la
realtà televisiva: la costruzione del palinsesto, la sua logica, la sua forma
ed il suo contenuto, insieme all’analisi delle tecniche e delle strategie
messe in atto al fine della sua stesura, soffermandomi in particolar modo sulla
scrittura dei palinsesti in Mediaset. Oltre alla tematica inerente all’aspetto
palinsestuale, ho voluto approfondire lo studio delle tecniche di marketing,
le quali presentano ovviamente delle peculiarità rispetto al marketing e
alle tattiche messe in opera da una normale azienda. La struttura che organizza
il presente studio è articolata su cinque capitoli. Nel primo capitolo ho ritenuto importante dare una visione
d’insieme della realtà televisiva, accennando ai vari aspetti rispetto ai
quali è possibile analizzare il fenomeno Tv. Ho prima di tutto delineato
brevemente, da un punto di vista sociologico, i modelli e le influenze che ogni
giorno la televisione propone, i quali inducono lo spettatore a lasciare per
qualche istante il mondo vero per quello dell’immaginario: gli addetti al marketing
e alla pubblicità aiutano queste illusioni, studiando e poi incoraggiando sogni
e desideri, offrendo sequenze televisive ed oggetti che sembrano rispondere a
meraviglia a modelli e stili di vita ideali.
Il
secondo capitolo è essenzialmente focalizzato sulle dinamiche relative alle
attività delle imprese televisive; ho ritenuto infatti importante delineare le
principali funzioni e il contesto operativo di un’azienda televisiva, in
quanto la sua gestione non è mai stata analizzata in profondità, quando,
invece, in un settore articolato ed altamente competitivo come quello
televisivo, solo una grande professionalità ed un management efficiente
possono assicurare il successo dell’impresa. L’analisi dell’azienda
televisiva si basa sul fenomeno della produzione, quindi sul prodotto
televisivo, e sulla comprensione dei meccanismi che hanno condotto allo scambio
di mercato di tale prodotto: tale circostanza mi ha dunque spinto ad analizzare
il prodotto televisivo, il quale è costituito dal palinsesto (l’insieme dei
diversi programmi audiovisivi organizzati entro una griglia temporale), e quindi
la domanda di tali prodotti, in quanto l’attività televisiva in senso stretto
è rappresentata dall’attività editoriale di comporre una sequenza di
programmi, in base alle previsioni quantitative e qualitative della domanda del
pubblico, e di trasmettere tali programmi agli utenti. Le dinamiche delle
aziende televisive vengono alimentate soprattutto dalla predisposizione di un
palinsesto, cioè dall’assemblaggio o confezionamento di singoli prodotti
audiovisivi, acquistati o realizzati internamente. L’attività di redazione e
di diffusione del palinsesto, ovvero della “programmazione televisiva” è
conosciuta anche con il termine broadcasting televisivo; infatti, il broadcaster
è l’editore, cioè il soggetto sotto la cui responsabilità il palinsesto
viene trasmesso. La costruzione del palinsesto rappresenta inoltre l’attività
fondamentale soprattutto nel modello televisivo commerciale, in quanto
costituisce lo strumento per la creazione di valore aggiunto. Successivamente ho
indagato gli aspetti riguardanti la produzione di programmi fiction e di
programmi non-fiction, in quanto essi costituiscono le materie prime su
cui si innesta il processo di composizione del palinsesto, analizzando anche il
mercato dei diritti televisivi e quello dei format. L’impresa
televisiva, la cui attività primaria è quindi quella di predisporre il
palinsesto, deve perciò decidere se acquistare oppure produrre i vari
programmi: ciò mi ha portato a soffermarmi brevemente sulle scelte strategiche
che le imprese si trovano a dover affrontare. I meccanismi evolutivi e le forme
innovative hanno determinato elevati livelli di concorrenza nel mercato
televisivo: all’interno del settore la concorrenza avviene ottimizzando la
vendita dei contatti prodotti attraverso la diffusione dei programmi. La
produzione dei contatti si realizza attraverso la fornitura di informazioni e
spettacolo ai telespettatori; la programmazione televisiva dovrà quindi porsi
il problema di produrre i contatti maggiori richiesti dagli utenti pubblicitari.
Una volta prodotti i contatti, le politiche di marketing e le strategie
di vendita rappresentano un aspetto importante delle dinamiche competitive
soprattutto nelle fasi di trasformazione del mercato e naturalmente il
collegamento tra la fase di vendita e quella produttiva facilita la conquista di
una forte posizione competitiva sul mercato. Inoltre, analizzando ciascun
concorrente sotto il profilo dei gruppi di audience raggiunti e della
programmazione trasmessa, si possono identificare diverse categorie di
concorrenti e vari meccanismi competitivi. Ho infine terminato lo studio dei
meccanismi che stanno alla base delle attività delle aziende televisive
soffermandomi sulla realtà economica del Gruppo Mediaset: ho quindi analizzato
concisamente la struttura del Gruppo, la gestione e la realizzazione dei
palinsesti, la produzione dei programmi, la gestione dei diritti televisivi e
delle risorse umane, fornendo anche un quadro del possibile sviluppo della
gestione. Il nucleo centrale dello studio è
costituito dal capitolo terzo e quarto, i quali si fondano rispettivamente sui
palinsesti e sul marketing televisivo. Il
palinsesto è divenuto in anni recenti lo strumento centrale con cui le diverse
emittenti in competizione cercano di orientare e costruire il consumo: è
necessario infatti sottolineare che l’intera politica commerciale dei network
(la vendita degli spazi pubblicitari) dipende dalla progettazione dei
palinsesti, con la divisione per fasce orarie e per target di riferimento
dei singoli programmi. Dopo aver messo in evidenza
l’importanza del fattore–palinsesto e sottolineato il rapporto di
interdipendenza fra il mezzo televisivo e i prodotti audiovisivi (come contenuto
la televisione trasmette infatti in successioni più o meno organizzate i
messaggi audiovisivi, e questi ultimi possono esistere solamente all’interno
delle sequenze entro le quali il mezzo stesso le colloca), ho delineato, da un
punto di vista storico-descrittivo, le principali caratteristiche dei palinsesti
nelle diverse fasi storiche, identificando e soffermandomi su due grandi modelli
di palinsesto: quello paleotelevisivo e quello neotelevisivo. Ho inoltre
dimostrato, attraverso la trattazione del palinsesto rigido e dell’effetto che
un serial come Dallas è stato in grado di produrre, come l’americanizzazione
della Tv abbia influenzato la programmazione: prima dell’avvento dei network,
il palinsesto delle Tv private era pensato anziché in verticale, in
orizzontale, in cui l’unità su cui si lavora, non è la settimana, ma il
giorno: trovato uno schema per fasce orarie, lo si replica identico per tutti i
giorni della settimana; quando nacque in Canale 5 questo stile di
programmazione si rivelò però insufficiente: proprio per la mancanza della
diretta, nacque l’esigenza di mutuare dagli americani il fondamento dei loro
palinsesti, cioè l’estrema rigidità, la quale permetteva di raggiungere due
obiettivi: una forte identificazione di rete e la simulazione della diretta con
la messa in onda in contemporanea dei programmi. Ho inoltre spiegato come l’americanizzazione
della televisione italiana si sia realizzata pienamente con Dallas, la
cui storia in Italia è esemplare: Canale 5 ne fece infatti l’evento
della stagione televisiva ’81-’82, trasformando la televisione italiana,
poiché a partire da questo appuntamento fisso venne costruito il palinsesto
all’americana; con tale serial nacque inoltre la nozione di
controprogrammazione e tutta una serie di tecniche specifiche messe in atto per
catturare l’audience. Ho quindi passato in rassegna le tecniche dei broadcaster,
a partire dalla metà degli anni Ottanta fino agli anni più recenti,
soffermandomi anche sulla nuova sfida delle reti televisive tradizionali: la
decisione da parte dell’utente di acquistare un abbonamento alla rete criptata
e quindi di costruire un proprio palinsesto personale. Dopo
aver definito in maniera tecnica il palinsesto (esso è capace di trasformare i
telespettatori in prodotti e consente di attuare la programmazione, ma
contemporaneamente costituisce il mezzo per offrire spazi pubblicitari alle
aziende interessate a diffondere messaggi commerciali all’audience così
prodotta), ho analizzato nello specifico il suo contenuto, cioè
l’assortimento dei programmi ed i titoli; la logica su sui si basa la sua
costruzione, determinata dagli obiettivi economici che si intende perseguire, i
quali devono essere però coerenti con la tipologie di clienti assunti come
riferimento; e la sua forma, in quanto costruire il palinsesto significa
lavorare sul tempo, scegliendo i segmenti più opportuni in cui collocare i
diversi programmi con l’obiettivo di far sì che il target abbia la
possibilità effettiva di consumarli. Mi sono inoltre concentrata sul
procedimento di stesura del palinsesto, il quale si basa sulla logica delle
approssimazioni successive (attraverso una serie di fasi coordinate, dalla
predisposizione di un palinsesto generico si giunge al dettaglio della
programmazione dell’azienda televisiva) e ho esaminato i criteri usati nella
sua costruzione, in quanto il palinsesto rappresenta il punto di convergenza di
molteplici elementi che, sebbene con differenti pesi, contribuiscono ad
indirizzare le scelte degli addetti alla sua compilazione; in particolar modo ho
esaminato le strategie relative all’appropriatezza fra genere e fascia oraria,
le regole del prime time, le tecniche per non spezzare il pubblico e la
controprogrammazione, riportando anche le opinioni di alcuni responsabili
Mediaset e RAI. Dopo aver indagato i termini
tecnici inerenti alla programmazione, ho cercato di capire che cosa significa
realmente costruire palinsesti, analizzando i problemi che Mediaset ha dovuto
affrontare in merito alla necessità di rinnovare la programmazione. Ho
inoltre riscontrato delle differenze riguardanti l’organizzazione del modello
RAI e Mediaset: la RAI, pur prevedendo
forme di coordinamento tra le programmazioni delle reti, assegna piena autonomia
a ciascuna struttura che partecipa al palinsesto di ogni canale, mentre Mediaset
accentra la programmazione delle sue tre reti, coordinandola sin dalla fase
iniziale di formazione dei palinsesti; infine, per concludere il capitolo, ho
deciso di soffermarmi sulla stesura dei palinsesti in Mediaset, la quale
presenta delle peculiarità determinate soprattutto dal legame con il mercato
pubblicitario.
Il
quarto capitolo è interamente dedicato allo studio del marketing
televisivo e delle ricerche commissionate dalla Struttura Marketing
di Mediaset, al fine di analizzare
le preferenze dei telespettatori e l’immagine che questi hanno del sistema
televisivo.
L’ultimo
capitolo focalizza invece l’attenzione sull’ascolto televisivo, analizzando
però non tanto le tecniche di rilevazione dei dati Auditel, quanto le decisioni
che si assumono dopo aver esaminato tali dati. Dopo aver investigato le cause
che stanno alla base delle difficoltà di reperimento delle informazioni sull’audience,
inerenti alla natura del consumatore del prodotto televisivo, ho passato in
rassegna le forme di rappresentazione dell’ascolto applicate più
frequentemente.
Infine, un ringraziamento più che sentito va al Dott. Mauro Mantegazza, che attraverso il Suo sito Internet, mi ha fornito validi consigli.
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